Disturbi del Linguaggio, Terapie e Cura dei disturbi del linguaggio

I disturbi del linguaggio e della parola si riconoscono in presenza di anomalie nella capacità di espressione linguistica di un individuo. Non esiste un'età specifica in cui i disturbi iniziano a manifestarsi: anche se in molti casi compaiono durante l'infanzia, possono verificarsi anche in età adulta a seguito di traumi, incidenti o malattie.

A prescindere dalla tipologia e dal livello di gravità, un disturbo del linguaggio influisce notevolmente sulla vita sociale del paziente, pregiudicandone le capacità di interazione e di comunicazione.

Le persone affette da disturbi del linguaggio, pur avendo difficoltà di pronuncia delle parole, non necessariamente presentano difficoltà anche di comprensione o deficit nel ragionamento.

​Ritardi del linguaggio

Difficoltà nella comprensione, produzione e uso del linguaggio in una o più componenti linguistiche.

Si manifesta già nei primi anni di vita del bambino, ed è importante intervenire e correggere il problema in età prescolare per prevenire ulteriori complicazioni che andrebbero ad intaccare la maturazione cognitiva.

Possibili cause

  • anticipazione: in fase di apprendimento delle prime parole, il bambino viene anticipato dall'adulto nel completamento dell'espressione verbale in atto. Ciò provoca un atteggiamento di rinuncia che sfocia nella soppressione dello sforzo comunicativo
  • immaturità o problemi simbiotici: il ritardo linguistico deriva da fattori prettamente psicologici
  • problemi organici: il disturbo deriva da patologie legate al sistema nervoso
  • bilinguismo

Disturbo specifico del linguaggio (DSL)

Si tratta di un disturbo evolutivo in cui il normale apprendimento delle facoltà linguistiche viene meno fin dalle prime fasi dello sviluppo. Non è tuttavia collegato a problematiche evolutive di altro genere, come ritardo mentale o alterazioni neurologiche, per questo viene denominato "specifico". Si ritiene che i fattori principali che lo provocano siano di origine genetica o ambientale.

Disturbi della fluenza: la balbuzie

Nella balbuzie la fluidità dell'espressione lingusitica viene interrotta costantemente da ripetizioni involontarie di suoni, sillabe, parole, oppure da improvvisi blocchi di emissione del suono, in cui l'individuo non è in grado di produrre emissioni vocali.

Sono vari i gradi di gravità di questo disturbo, da difficoltà appena percettibili a casi in cui viene quasi completamente impedita la comunicazione verbale del soggetto.

L'impatto maggiore del disturbo si ha a livello emotivo e funzionale del paziente, il che può condurre a comportamenti sociali anomali, quali auto-isolamento, ansia, stress, vergogna, blocchi emozionali, scarsa autostima.

La balbuzie non ha nulla a che vedere con il quoziente intellettivo dell'individuo, in quanto non riguarda la capacità di tradurre i pensieri in parole.

Le terapie che mirano a curare il problema della balbuzie sono svariate.

  1. Miglioramento della fluenza

Tecniche di condizionamento del comportamento mirate al controllo del respiro, della fonazione e dell'articolazione.
Il paziente viene "addestrato" a diminuire la velocità della parlata, allungando vocali e consonanti, e a gestire il flusso d'aria in maniera continua. Risulta che il balbuziente acquisce una parlata più morbida, un po' lenta e monotona. Nella fase successiva si mira ad aumentare la velocità e a migliorare l'intonazione. Anche se la naturalezza della fluenza non sarà mai ottimale, il paziente potrà al termine del trattamento affrontare con più distensione la vita quotidiana.

  1. Modifica della balbuzie

Si prefiggono non di eliminare la disfluenza ma di cambiarla, rendendola meno faticosa. Si va ad agire principalmente sull'ansia da prestazione che provoca un peggioramento del disturbo in determinate situazioni. Si svolge in quattro fasi: - identificazione dei comportamenti che determinano il disturbo; - desensibilizzazione verso i comportamenti identificati; - modificazione dei blocchi che portano alla balbuzie; - stabilizzazione dei risultati tramite esercizi di prova.

  1. Dispositivi elettronici

Si tratta di meccanismi che danno un feedback acustico alterato al paziente in modo che possa riascoltare la propria voce riprodotta in modo diverso.

Tumultus Sermonis (cluttering o tachyphemia)

Disturbo caratterizzato da alterazioni del flusso verbale quali eccessiva velocità di espressione, ritmo di parola errato, sintassi grammaticale povera e inserimento nel discorso di parole non coerenti.

L'indivuo generalmente ha una coscienza ridotta del problema, e ciò rende più difficili i tentativi di cura.

Il trattamento varia a seconda dei casi, ma le tecniche possibili sono pressochè le stesse della balbuzie.

Afasia

Disturbo acquisito conseguente a lesioni delle strutture cerebrali implicate nei processi di elaborazione del linguaggio.

E' caratterizzato dall'incapacità di produrre o comprendere suoni e parole, del tutto o in parte. Anche per questo disturbo, l'individuo che ne è affetto spesso non si rende conto del proprio deficit.

Può essere di due tipi: afasia fluente, in cui il paziente riesce ancora a produrre degli eloqui, ma spesso brevi o privi di senso; afasia non-fluente, in cui la produzione verbale è molto scarsa, costituita da parole isolate e da un'intonazione rallentata.

Disturbi Linguistici misti

La capacità di comunicazione viene meno sia in fase di espressione che in fase di comprensione.

Possono essere causati da un trauma cranico o da fattori neurologici oppure possono sorgere in fase di sviluppo del linguaggio in bambini nei primi quattro anni d'età. In quest'ultimo caso le cause possono essere svariate: disfunzioni percettive, lievi danni cerebrali, ritardo nella maturazione, predisposizione genetica.

Dislalie meccaniche periferiche

Difetti di articolazione legati ad un'imperfetta coniugazione dei pattern articolatori periferici, le cui cause possono essere congenite o acquisite. Determinano sostanzialmente degli errori di pronuncia dei fonemi. Si distinguono in base all'area della cavità orale in cui avviene la distorsione del fonema: labiali, dentali, linguali o palatali. Il trattamento è spesso costituito dall'affiancamento di psicoterapia e fonoterapia.

Disartria

Disordine del linguaggio dovuto ad alterazioni del controllo muscolare dell’apparato pneumo-fono-articolatorio. Produce difficoltà ad articolare suoni e parole e con un tono di voce monotono e costante.

Si differenzia dall'afasia perchè i problemi di articolazione riguardano tutti i tipi di suoni, non solo quelli linguistici.

Sordità

Mancato sviluppo o perdita della capacità uditiva con conseguenti problematiche espressive.